Migliore protezione nei confronti dei pregiudicati

Berna. Per meglio proteggere i minori e le persone molto malate o anziane, il Consiglio federale intende vietare ai pregiudicati con precedenti specifici di esercitare un'attività, d'intrattenere contatti e di accedere a un'area geografica. Mercoledì ha pertanto adottato il pertinente messaggio con le necessarie modifiche del diritto penale. Tale revisione di legge funge da controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli".

L’iniziativa popolare «Affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli» è stata depositata in Cancelleria federale il 20 aprile 2011 dall’associazione «Marche Blanche». Corredata di 111 681 firme valide, l’iniziativa chiede di sancire nella Costituzione federale un nuovo articolo 123c dal seguente tenore: «Chi è condannato per aver leso l'integrità sessuale di un fanciullo o di una persona dipendente è definitivamente privato del diritto di esercitare un'attività professionale od onorifica a contatto con minorenni o persone dipendenti». Pur condividendo le richieste avanzate nell’iniziativa popolare, con il suo controprogetto indiretto il Consiglio federale intende andare oltre in tempi più rapidi.

Svantaggi dell’iniziativa popolare

Secondo il Consiglio federale, l’iniziativa popolare è lacunosa sotto vari punti di vista: contiene nozioni imprecise e consente pertanto ampi margini d’interpretazione. Inoltre, andrebbero dapprima definite nella legge le modalità pratiche con cui applicare e attuare l’interdizione dell’esercizio di un’attività. L’iniziativa è anche incompleta, in quanto prevede un tale divieto soltanto in caso di reati sessuali, ma non in caso di reati violenti. Infine, non lascia alcun margine di apprezzamento ai giudici, che sarebbero obbligati a ordinare un’interdizione a vita per ogni condanna, a prescindere dalla pena inflitta. Questo automatismo è in contraddizione con il principio della proporzionalità sancito nella Costituzione federale e nel diritto pubblico internazionale, che occorre rispettare in caso di limitazione dei diritti fondamentali.

Anche il Consiglio federale ritiene inaccettabile che pregiudicati potenzialmente pericolosi possano di nuovo lavorare, a titolo professionale o extraprofessionale, con minori o persone molto malate o anziane. L’iniziativa popolare ha indotto il Consiglio federale a ribadire la sua intenzione di migliorare le disposizioni vigenti in materia di divieto di esercitare una professione. Attualmente una tale interdizione può infatti essere pronunciata soltanto per i reati commessi nell’esercizio di una professione. Altre lacune della normativa vigente consistono nel fatto che il divieto non possa superare i cinque anni o che non possono essere vietate attività extraprofessionali.

Dal divieto professionale all’interdizione di esercitare un’attività

La revisione di legge è incentrata sull’estensione del vigente divieto professionale a un’interdizione esaustiva di esercitare un’attività. Come novità, potranno essere vietate anche attività extraprofessionali svolte presso un’associazione o un’altra organizzazione. La futura interdizione di esercitare un’attività sarà inoltre più severa rispetto all’attuale divieto professionale: da un lato potrà essere pronunciata anche quando il reato non è stato commesso nell’esercizio dell’attività, dall’altro determinati reati sessuali commessi su minorenni saranno inderogabilmente puniti con l’interdizione di esercitare un’attività – a vita, se necessario. Infine, sarà integrata da un’interdizione d'intrattenere contatti e di accedere a un'area geografica. S’intende così vietare i contatti di cui l’autore potrebbe abusare per commettere reati, e proteggere la potenziale vittima dalla violenza domestica o dalle molestie.

Attuazione delle nuove interdizioni

Le nuove interdizioni sono attuate con l’estratto ordinario del casellario giudiziale, che può essere richiesto dai datori di lavoro e dai responsabili di un’associazione o di un’altra organizzazione. È inoltre istituito un estratto specifico del casellario giudiziale, che contiene soltanto le sentenze in cui è pronunciata un’interdizione di esercitare un’attività, d’intrattenere contatti o di accedere a un’area geografica. A differenza dell’estratto ordinario del casellario giudiziale, tali sentenze restano visibili per tutta la durata dell’interdizione. Questo estratto specifico presenta inoltre il vantaggio che i candidati ad attività extraprofessionali non sono tenuti a produrre tutti i loro precedenti penali (ad es. per infrazioni al codice stradale). Sta ai datori di lavoro e ai responsabili delle associazioni e delle organizzazioni richiedere un estratto. Alla luce delle critiche mosse in sede di consultazione, il Consiglio federale ha infatti rinunciato all’obbligo originariamente proposto.

Nel caso delle interdizioni di esercitare un’attività inflitte obbligatoriamente per reati sessuali è inoltre disposta un’assistenza riabilitativa per il controllo e l’ulteriore accompagnamento. Infine, l’autorità competente può avvalersi di strumenti elettronici (ad es. sistema GPS) per il controllo tecnico di un’interdizione d’intrattenere dei contatti e di accedere a un’area geografica.

La prevenzione resta importante

Il Consiglio federale è consapevole che le interdizioni penali si applicano soltanto quando tutte le altre misure sono risultate inefficaci e l’autore ha già commesso un reato. Le persone che non sono mai state condannate per un reato di questo tipo non sono rilevate. Pertanto occorre continuare a porre l’accento sulle misure preventive, tra cui figurano la sensibilizzazione dei minori, la formazione delle persone incaricate di accudire i minori o altre persone bisognose di protezione, nonché l’istituzione di strutture e meccanismi di controllo adeguati nelle scuole, negli istituti e in altre istituzioni.

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Ultima modifica 10.10.2012

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